La riduzione progressiva e, in molti indirizzi, la cancellazione dell’insegnamento della Storia dell’arte nei quadri orari della scuola secondaria superiore ha scatenato una vasta mobilitazione nazionale. Docenti, storici dell’arte, intellettuali e studenti si sono uniti in una petizione popolare e in una serie di appelli indirizzati al Ministero dell’Istruzione per chiedere il reintegro immediato della materia.
I motivi della mobilitazione dei docenti
Al centro della protesta vi sono le ricadute delle riforme ordinamentali che hanno progressivamente sacrificato il monte ore delle discipline storico-artistiche, in particolare negli istituti tecnici (turistici e per geometri) e in diversi percorsi liceali, confinando la materia a sole due ore settimanali o eliminandola del tutto nel primo biennio.
Secondo le associazioni di categoria (tra cui l’ANISA – Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte) e i comitati promotori della petizione, privare i giovani cittadini italiani dello studio del patrimonio artistico e monumentale rappresenta un paradosso culturale ed economico per il Paese che detiene la più alta concentrazione al mondo di beni tutelati dall’UNESCO.
I punti chiave della petizione
- Reintegro nei quadri orari: Ripristino delle ore di disegno e storia dell’arte in tutti gli indirizzi di scuola superiore, compresi gli istituti tecnici e professionali.
- Estensione al biennio: Superamento dell’insegnamento limitato al solo triennio finale per garantire un percorso formativo continuo ed efficace.
- Tutela del corpo docente: Riconoscimento della dignità professionale della classe di concorso A-54 (ex 61/A) e superamento della frammentazione delle cattedre orarie esterne.
- Educazione al patrimonio: Valorizzazione della storia dell’arte come pilastro fondamentale per l’educazione civica e la salvaguardia del territorio.
Il sostegno del mondo della cultura
L’appello dei docenti ha raccolto decine di migliaia di firme e l’adesione di autorevoli esponenti del mondo accademico e museale, che hanno evidenziato come la conoscenza del patrimonio artistico non sia un lusso specialistico, ma una competenza trasversale indispensabile per lo sviluppo del turismo sostenibile, della creatività e dell’identità civica nazionale.
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