La retorica della partecipazione e la realtà dei decreti
Ricordate gli slogan della consultazione online e i proclami governativi che assicuravano che nessuna riforma sarebbe mai più stata calata dall’alto sulla testa dei docenti? La realtà legislativa che si è abbattuta sul sistema d’istruzione con la legge 107/2015 e con la successiva raffica di decreti legislativi delegati ha raccontato una storia diametralmente opposta.
La decretazione d’urgenza e le ampie deleghe in bianco al governo hanno esautorato il dibattito parlamentare e ignorato le delibere dei Collegi dei Docenti, trasformando gli organi collegiali – nati nel 1974 per garantire democrazia e partecipazione – in semplici camere di ratifica notarile delle decisioni dei dirigenti.
«Non si cala la riforma dall’alto? No, la si scaraventa con un decreto delegato che scavalca i docenti, mortifica la collegialità e impone modelli aziendali estranei alla pedagogia costituzionale.»
La ricostruzione del patto democratico nella scuola
Una scuola viva e autonoma non può essere governata con logiche autocratiche o gerarchiche. L’autonomia didattica e la libertà d’insegnamento garantite dall’articolo 33 della Costituzione richiedono il ripristino di un autentico dialogo professionale tra pari all’interno dei collegi docenti.
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