Il confronto dei programmi elettorali sull’istruzione
Alla vigilia delle elezioni politiche del 2018, il mondo della scuola si è trovato di fronte a visioni profondamente divergenti sul futuro dell’istruzione pubblica. Da un lato, la proposta leghista di unificare scuola primaria e scuola secondaria di primo grado in un ciclo unico continuo fino a 14 anni; dall’altro, le promesse del Movimento 5 Stelle di abolire le prove INVALSI dagli esami di Stato e bloccare i fondi pubblici alle scuole paritarie.
L’analisi dettagliata delle piattaforme programmatiche rivela la complessità – e spesso la contraddittorietà – delle ricette proposte per risolvere i mali storici della scuola: precariato, stipendi bloccati, sovraffollamento delle aule e dispersione scolastica.
«Riformare la scuola per l’ennesima volta a colpi di slogan elettorali rischia di destabilizzare ulteriormente un corpo docente già stremato da vent’anni di riforme a costo zero mai assimilate.»
Le convergenze e i nodi irrisolti nel contratto di governo
Dalla dialettica pre-elettorale all’accordo di coalizione, molte promesse hanno dovuto fare i conti con i vincoli del bilancio pubblico e con il quadro normativo europeo. Rimane centrale per la scuola la richiesta di investimenti stabili sul PIL e la valorizzazione sociale della figura del docente.
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