L’eredità della legge 133/2008 a dieci anni di distanza
L’esperienza ministeriale di Mariastella Gelmini (2008-2011) ha segnato uno spartiacque traumatico nella storia recente della scuola italiana. Con l’articolo 64 del decreto legge 112 convertito nella legge 133/2008, il Ministero dell’Economia allora guidato da Giulio Tremonti impose al sistema d’istruzione il più massiccio piano di tagli della storia repubblicana: quasi 8 miliardi di euro in meno e la cancellazione di circa 130.000 cattedre tra personale docente e ATA.
Dietro gli slogan del “ritorno al maestro unico” e della “razionalizzazione dei quadri orari”, la riforma ha prodotto l’accorpamento selvaggio delle classi (le cosiddette classi pollaio), la decurtazione delle ore di laboratorio negli istituti tecnici e professionali e la mortificazione delle graduatorie a esaurimento.
«Il vero colpo di coda di quella stagione non fu solo contabile: fu culturale. Si diffuse l’idea che la scuola fosse un centro di costo da sfrondare e non il più strategico investimento per il futuro del Paese.»
Le ripercussioni sulla continuità didattica
Le conseguenze di quella manovra si sono fatte sentire per oltre un decennio con una cronica carenza di docenti abilitati su sostegno e materie scientifiche e con un’esplosione incontrollata del contenzioso sul precariato storico. Ripercorrere quella stagione è essenziale per non ripetere gli stessi tragici errori contabili.
Percorsi Universitari di Abilitazione & Corsi Online
Per consolidare la tua posizione nelle graduatorie GPS o completare i titoli d’accesso alle classi di concorso, scopri le opzioni universitarie telematiche riconosciute dal Ministero.
Vuoi laurearti online con supporto dedicato?
I nostri tutor ti guidano nella scelta del percorso ideale con riconoscimento crediti e tasse convenzionate.