La celebre metafora del ‘termometro’ di Pietro Ichino
Per anni il senatore ed economista del lavoro Pietro Ichino ha difeso a spada tratta l’impiego pervasivo delle prove standardizzate INVALSI ricorrendo alla rassicurante metafora del “termometro”: il test – si sosteneva – si limiterebbe a misurare la temperatura del sistema scolastico, e chi vi si oppone somiglierebbe a un malato che se la prende con il termometro anziché curare la febbre.
Questa argomentazione suggestiva cela tuttavia un’evidente forzatura epistemologica. Il termometro misura una grandezza fisica costante e oggettiva; le prove a crocette INVALSI, al contrario, pretendono di quantificare processi cognitivi complessi, abilità argomentative e livelli di maturazione personale che non possono essere ridotti a un mero punteggio statistico standardizzato.
«Quando il termometro pretende di determinare la cura, orientando i programmi didattici e spingendo le scuole all’addestramento ai test (teaching to the test), non è più uno strumento di diagnosi: diventa la malattia stessa.»
Dalla standardizzazione tecnocratica alla valutazione formativa
La valutazione educativa autentica è qualitativa, processuale e individualizzata. La scuola della Repubblica non è un’azienda chiamata a massimizzare output standardizzati, ma una comunità educante incaricata di valorizzare le specificità di ciascun allievo nel pieno rispetto dell’autonomia didattica sancita dalla Costituzione.
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