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Notizia Accademica

Cgil non abbocchi all’amo di Renzi, idem gli altri “rappresentativi”

📅 Pubblicato il 06 May 2015 • 🎓 Polo Didattico AetnaScuola
Archivio Storico AetnaScuola A cura di Vincenzo Pascuzzi • Pubblicato originariamente su AetnaScuola.it

dopo lo sciopero del 5 maggio, il mondo della scuola dovrà farsi carico e azionare una seconda, decisa e robusta “spinta dal basso” per indurre tutte le varie sigle sindacali a non cedere a lusinghe, ricatti, trabocchetti governativi ma proseguire unite la protesta “fino al ritiro del ddl”! 

Cgil non abbocchi all’amo di Renzi, idem gli altri “rappresentativi”

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Renzi apre alle modifiche: «Ma il futuro della scuola non è in mano  ai sindacati»

Il premier: discutiamo senza cambiare i punti sostanziali. La minoranza dem continua a giudicare la riforma «lontana dalla nostra cultura politica»

http://www.corriere.it/politica/15_maggio_06/renzi-apre-modifiche-ma-futuro-scuola-non-mano-sindacati-b7a0841c-f3af-11e4-8aa5-4ce77690d798.shtml

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Per evitare il braccio di ferro mano tesa a precari e “idonei”

Governo e Pd studiano correzioni al testo della riforma. Ridotto il potere dei presidi. 

http://www.gildavenezia.it/?p=3279

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La piazza ricompatta il sindacato

di Giorgio Pogliotti – 06 maggio 2015

Rinnovo del contratto scaduto da sette anni. Un piano di assunzioni per stabilizzare i precari, docenti e Ata (personale tecnico, amministrativo e ausiliario). Ripristino del principio della collegialità nelle decisioni, minacciato dai superpoteri affidati al dirigente scolastico dal Ddl “Buona scuola”.

Intorno a queste parole d’ordine i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, insieme a Gilda e Snals-Confsal si sono ricompattati ed hanno organizzato ieri lo sciopero generale della scuola – l’ultimo unitario risale al 2008, contro l’allora ministro Gelmini – dichiarando in serata quasi l’80% di adesioni, accompagnato da manifestazioni nelle principali città. «Si trasforma la scuola in una scuola che vale solo per quelli che hanno condizioni agiate, mentre il grande tema è una scuola pubblica che contrasti la dispersione» ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso, dall’affollata manifestazione romana. Ribattendo alle accuse sulla politicizzazione della protesta, Camusso ha ribadito che «è lo sciopero del personale della scuola, non uno sciopero politico», ha accusato l’Esecutivo di «arroganza», ed annunciato che «se sarà necessario troveremo altre modalità per continuare la nostra lotta».

Da Milano, al corteo di studenti, professori e lavoratori della scuola il numero uno della Cisl, Annamaria Furlan, ha mosso analoghe critiche al Ddl del governo Renzi: «La riforma crea una scuola di Serie A e una scuola di Serie B, e soprattutto non riconosce nella collegialità il vero lavoro della scuola». Riferendosi alle figure dei dirigenti scolastici, Furlan ha aggiunto che «sono troppo vicine ai sindaci e troppo lontani dalla collegialità».

Il nodo della figura del preside-manager tracciato dal Ddl all’esame in commissione cultura della Camera – oggetto peraltro di diversi emendamenti presentati dallo stesso Pd – è stato uno dei principali bersagli della protesta: «Non vogliamo dei podestà nelle nostre scuole ma dei presidi», ha ribadito il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo da piazza del Popolo a Roma. Domenico Pantaleo (Flc-Cgil) si è spinto fino a chiedere le «dimissioni» del ministro Giannini, perché «non è degna di rappresentare la scuola pubblica di questo Paese», mentre Francesco Scrima (Cisl scuola), ha definito la riforma «il Jobs act alla Trasteverina», con un’allusione alla sede del ministero.

Alle questioni di merito, si aggiungono anche questioni di metodo, come ha ricordato Massimo Di Menna (Uil scuola), lamentando la mancanza di interlocuzione con il governo: «Non si possono decidere le sorti della scuola nel chiuso di una stanza».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-05-06/la-piazza-ricompatta-sindacato-063557.shtml?uuid=ABnQhHbD

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La protesta – Questa è la vera buona scuola

La buona scuola oggi era in piazza, in sette città, dove si sono ritrovati docenti, dirigenti, personale Ata, genitori, studenti, raccolti intorno ai sindacati più rappresentativi dopo avere chiuso le scuole per sciopero.

Scuola in piazza, foto di Marco Merlini (immagini di Marco Merlini/Cgil)

La scuola è il luogo di incontro delle diversità, dei mille colori, del pluralismo, ma oggi ha avuto una sola voce. “Riforma sì, ma non così”. La buona scuola oggi era in piazza, in sette città, dove si sono ritrovati docenti, dirigenti, personale Ata, genitori, studenti, raccolti intorno ai sindacati più rappresentativi dopo avere chiuso le scuole per sciopero. Volti sorridenti di chi ama il proprio lavoro e di chi spera che lo studio gli dia delle chance, questo abbiamo visto in piazza, l’allegria di chi crede che cambiare è possibile, di chi ha molto da dire e pretende più ascolto. In piazza il mondo della scuola ha portato la passione, l’orgoglio, la competenza con cui affronta le mille difficoltà quotidiane, mai risolte da presunte riforme che si inseguono da più di 10 anni e si sono risolte in tagli, abbandono, precariato, incertezze e confusione. È strano che il presidente del consiglio e la ministra dell’istruzione non capiscano le ragioni di questo sciopero. Se guardassero bene i filmati delle manifestazioni vedrebbero l’anima della scuola che si è opposta a un provvedimento di legge senz’anima.

Roma“La scuola non è più disposta a essere presa in giro”, ha detto il segretario generale della FLC CGIL, Pantaleo, a Roma, “se vogliono davvero assumere 100 mila precari, facciano subito un decreto d’urgenza, altrimenti sono chiacchiere, e si discuta di più nel merito della riforma”. Anche sugli stanziamenti a favore della scuola di cui parla il Governo Pantaleo esprime dubbi: “Nel Def di soldi per la scuola non ce ne sono”.

Le sette piazze italiane hanno dimostrato oggi che la scuola non si fa ricattare né dividere: erano tutti insieme i precari storici e quelli delle graduatorie di istituto, i docenti e i genitori, i dirigenti e il personale Ata, e gli studenti, che il governo, appoggiato da alcuni opinionisti, blandisce dicendo che la scuola è la loro e non dei docenti corporativi e dei loro sindacati. La buona scuola è sempre nata sul campo, dalla collaborazione e dal consenso dei suoi attori, le migliori pratiche, le sperimentazioni più avanzate sono nate così, non da modelli autoritari e dai “presidi-sindaci” così cari al sottosegretario Faraone, non da competizioni che alimentano le disuguaglianze come la proposta di dare il 5xmille alle singole scuole invece che all’intero sistema.

Dopo anni di difficoltà e divisioni FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, Gilda, Snals si sono ritrovati insieme per chiedere una scuola migliore: riforme, investimenti, fine del precariato, rinnovo del contratto. Sindacati che raccolgono i consensi di un settore con 1 milione di addetti, che hanno proposte e idee sono una faccia importante della democrazia.

La giornata
Le piazze si vanno riempendo, mentre le scuole sono ferme per lo sciopero generale indetto dai sindacati Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda contro il ddl del Governo Renzi. A Roma, è partito il corteo che da piazza della Repubblica porterà i manifestanti fino a piazza del Popolo. Sono migliaia i lavoratori e le lavoratrici in piazza dietro lo striscione unitario dei sindacati di categoria che apre il corteo con la scritta: “Sciopero generale, l’unione fa la forza”. In testa al serpentone sono presenti il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, il segratario generale della Flc Cgil Domenico Pantaleo e quello della Cgil, Susanna Camusso.

Proprio Camusso ha parlato ai microfoni di Sky tg24: “Un governo che dice ‘sono squadristi o non hanno letto’, mi pare un governo che non ha argomenti. Qui c’è il mondo che la scuola la fa, il mondo degli studenti, il mondo degli insegnanti, il mondo del personale tecnico e e delle famiglie. Sarà una minoranza rumorosa del Paese, ma e’ quella che costruisce il futuro del Paese”.

I docenti sfilano in corteo con i fazzoletti, per ora portati al collo, con la scritta “La buona scuola ci ha tolto la parola” e magliette bianche con la scritta “Il precariato nuoce gravemente”. In piazza anche moltissimi studenti con i loro striscioni, come quello “I diritti si conquistano a spinta”.

Oltre a Roma si manifesta in altre 6 piazze italiane. Ad Aosta, Bari, Catania, Cagliari, Milano e Palermo. Alla base della protesta c’è l’urgenza di assumere il personale precario, che da anni garantisce il regolare funzionamento della scuola, su tutti i posti vacanti, ma anche la necessità di richiamare l’attenzione del Parlamento e di tutto il paese al grave rischio che si correrebbe approvando il ddl del governo così com’è o lasciando addirittura, ipotesi ancor più nefasta, che si andasse verso il decreto d’urgenza su tutte le materie contenute.

Nella notte prima dello sciopero sono entrati in azione gli studenti. Quelli di Rete e Udu hanno dato vita ad un flash mob davanti al Miur. Mentre Uds e Altra Scuola hanno esposto uno striscione sul balcone del Pincio, sovrastante piazza del Popolo a Roma con lo slogan “La scuola e la democrazia sono #nellenostremani”.

http://www.rassegna.it/articoli/2015/05/5/121364/questa-e-la-vera-buona-scuola

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5 maggio 2015. Ispe dixit

http://www.gildavenezia.it/?p=3234

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Occorre un’altra “spinta dal basso” a stimolo e sostegno dei sindacati

di Vincenzo Pascuzzi – 3 maggio 2015

“I sin­da­cati hanno una colpa gra­vis­sima: hanno ante­po­sto la loro sigla alla difesa della scuola. Lo scio­pero del 5 mag­gio è il frutto di una spinta dal basso che ha richie­sto con forza una data uni­ta­ria”. Così scriveva, giorni fa, Stefania Ghedini, una delle insegnanti che hanno contestato Stefania Giannini alla Festa dell’Unità a Bologna.

Quasi sicuramente, dopo lo sciopero del 5 maggio, il mondo della scuola dovrà farsi carico e azionare una seconda, decisa e robusta “spinta dal basso” per indurre tutte le varie sigle sindacali a non cedere a lusinghe, ricatti, trabocchetti governativi ma proseguire unite la protesta “fino al ritiro del ddl”! 

http://www.retescuole.net/senza-categoria/occorre-unaltra-spinta-dal-basso-a-stimolo-e-sostegno-dei-sindacati

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