Niente cattedre certe, niente continuità didattica con un ricasco estremo sui ragazzi bisognosi di sostegno, fallimento nel fallimento. Dei famosi “presidi padroni”, leit motiv dei molti cortei di quell’anno, si sono perse le tracce, tanto che oggi i dirigenti scolastici devono minacciare lo sciopero della fame per ottenere uno stipendio degno.
E’ stato un grave errore dare potere ai dirigenti scolastici che si sono arrogati, in virtù della legge 107 di fare il bello e il cattivo tempo, è stato un errore istituire la chiamata diretta dei docenti perché, caro Renzi, sai in Italia le cose come vanno a finire, è stato un errore istituire la carta docente elettronica, invece di lasciare l’accredito della somma dei 500 euro in busta paga, è stato un errore la valorizzazione del merito (il bonus) che ha privilegiato alcuni docenti, lasciando da parte di lavora con serietà e impegno dietro le quinte, è stato un errore sballottare i docenti da un capo all’altro dell’Italia per colpa di un algoritmo impazzito.
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Renzi e i silenzi sulla Buona scuola
L’ex premier, dopo l’affermazione alle primarie, ha rivendicato tutte le leggi fatte dal suo governo, eccetto una. I problemi della “107” hanno avuto un peso nella sconfitta al referendum, i docenti non l’hanno mai voluta. E ora il segretario del Pd, se vuole tornare a occuparsi di scuola, deve tacere sulla sua creatura prediletta
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