Dal 15 settembre Nesea passa il testimone all’associazione “Antemussa-L’isola della conoscenza” che provvederà a tenerla aperta [la chiesetta di Sant’Anna] grazie alle studentesse [sacrestane?] dell’Istituto Alberghiero “Axel Munthe”, nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro stipulato con l’agenzia di comunicazione ed eventi culturali “Capri Press”
Dunque, questo primo anno di alternanza scuola – lavoro non si può di certo definire un esperimento di successo. Nonostante il pressing del Miur i risultati non possono definirsi soddisfacenti, anzi la quasi totalità degli studenti italiani ha visto in essa soltanto un’incombenza e il risultato ad oggi è che scuola e mondo del lavoro continuano a restare realtà distanti e distinte.
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Alternanza scuola-lavoro in parrocchia. Perché no?
TuttoscuolaFOCUS – domenica 16 ottobre 2016
Le scuole secondarie superiori, pur concentrate in questa fase iniziale del nuovo anno scolastico nella soluzione delle non semplici questioni organizzative e didattiche connesse all’attuazione della ‘Buona Scuola’ in materia di nomine e trasferimenti degli insegnanti, sono in fermento anche sul fronte dell’alternanza scuola-lavoro, che giungendo al secondo anno di realizzazione ha raddoppiato il fabbisogno di ore da realizzare in alternanza, coinvolgendo quest’anno obbligatoriamente i ragazzi sia del terzo sia del quarto anno, nella generalità dei casi fuori della scuola e fuori del normale orario scolastico.
Nella ricerca di interlocutori disponibili sono state prese in considerazione, come d’altra parte la legge consente di fare, anche attività di volontariato, nelle quali sono attive da tempo non poche parrocchie.
La cosa è stata giudicata “un fatto gravissimo” da Camilla Scarpa, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi dell’Emilia-Romagna, che ha appreso “con sconcerto la notizia secondo cui alcuni studenti dell’Istituto scientifico Fermi siano stati mandati a svolgere le ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro presso le parrocchie della diocesi”. Il motivo dello sconcerto? “Chiediamo diritti, tutele, formazione, sicurezza e ci danno un posto in parrocchia. È una situazione inaccettabile”, dichiara senza esitazioni Scarpa, ma non spiega perché.
Prova a farlo il coordinatore nazionale della Rete, Giammarco Manfreda, che però ne fa una questione di metodo più che di merito, limitandosi a denunciare il fatto che “dopo più di un anno dall’introduzione dell’Alternanza obbligatoria in tutte le scuole superiori manchi ancora una Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti in Alternanza che regolamenti le tutele e i diritti degli studenti che compiono questi percorsi”.
La Rete degli Studenti Medi, insieme alla Cgil e alla Fondazione Di Vittorio, presenteranno comunque i dati del monitoraggio del primo anno di alternanza scuola lavoro in una conferenza stampa prevista per martedì 18 ottobre, in singolare coincidenza con una iniziativa, che si svolgerà al Miur, in occasione della quale sarà presentata un’ampia gamma di esperienze realizzate dalle scuole alla presenza di una cospicua rappresentanza di aziende coinvolte. Mancheranno probabilmente le parrocchie. Peccato, perché anche il volontariato, e in generale le attività riconducibili al ‘terzo settore’ e al non profit, fanno sempre più parte della nuova geografia delle professioni, e in molti casi attraggono e rimotivano i giovani, oltre che determinare un significativo ampliamento del mercato del lavoro. Le competenze che si possono acquisire nelle esperienze di alternanza realizzate nel volontariato, in particolate le soft skills (capacità di collaborare, flessibilità organizzativa, problem solving, capacità comunicative: le cosiddette competenze personali e trasversali) sono tra le più richieste anche dalle aziende che operano nei settori della produzione di beni e servizi. E che male c’è se si acquisiscono in parrocchia?
http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=39379
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Scuola-lavoro, studenti licei come educatori nelle parrocchie
A questo proposito, ‘Italia Oggi’ ha menzionato il clamoroso caso degli studenti del liceo scientifico ‘Fermi’ di Bologna, ai quali sono state riconosciute delle ore di alternanza scuola-lavoro, quelle passate in parrocchia nelle vesti di educatori nell’ambito delle cosiddette ‘Estate ragazzi’.
Si tratta di un caso limite e irripetibile? Nossignori, perchè la stessa cosa è accaduta anche agli studenti del liceo scientifico di Manciano, in provincia diGrosseto, i quali sono stati ‘saggiamente’ impiegati nel riordino dell’archivio riguardante la biblioteca della Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.
E in quelle regioni, come la Sicilia, dove è più facile trovare una pepita d’oro che un lavoro? Niente paura perchè gli studenti del liceo classico Empedocle di Agrigento sono riusciti a sopperire alle difficoltà frequentando dei seminari in cui hanno parlato diverse figure, dal prefetto a giornalisti vari, da grafologi a dietisti. Di tutto, tranne che lavoro, però.
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Un anno di alternanza scuola-lavoro: pessimi risultati nei licei
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