Clicky

AetnaScuola Emblem
AetnaScuola
Polo Universitario
Emblem AetnaScuola
Parla con un Tutor ↗
Notizia Accademica

Ma dov’è finita la democrazia a scuola?

📅 Pubblicato il 22 February 2011 • 🎓 Polo Didattico AetnaScuola
Archivio Storico AetnaScuola A cura di Silvana La Porta • Pubblicato originariamente su AetnaScuola.it
Siete in:   Home Categorie L’opinione Ma dov’è finita la democrazia a scuola?
large small default


Martedì, 22 Febbraio 2011
Scarica Adobe Flash Player
Ma dov’è finita la democrazia a scuola? Email
L’opinione
Postato da Silvana La Porta   
Venerdì 18 Febbraio 2011 00:00

Il collega Lucio Garofalo ci invia questa interessante riflessione su democrazia e scuola…



Democrazia e scuola

Da anni la scuola italiana risente di un deficit di democrazia. In particolare, l’agibilità democratica e sindacale e gli spazi di libertà e legalità hanno subito colpi letali inferti dai precedenti governi senza soluzione di continuità. Con l’istituzione della cosiddetta “autonomia scolastica” e l’applicazione della legge n. 53/2003 (meglio nota come “riforma Moratti”, cui ha fatto seguito l’opera di affossamento compiuta dalla Gelmini) è stata introdotta una struttura oligarchica imposta in modo autoritario, creando una profonda divisione gerarchica nel quadro delle relazioni umane e professionali tra i lavoratori della scuola. In particolare, all’interno del corpo docente si è prodotta una disparità di redditi e funzioni non rispondenti a meriti reali, a qualifiche professionali o specifiche competenze, innescando un processo di volgare mercificazione delle mansioni pedagogiche e di maldestra aziendalizzazione degli ordinamenti e dei rapporti interni, segnati in termini di comando e subordinazione, azzerando di fatto la democrazia collegiale.


Di fatto, i Collegi dei docenti non sono più la sede in cui si discute di psico-pedagogia e didattica, per cui gli insegnanti più curiosi e motivati, coscienti e preparati, potevano confrontarsi e crescere intellettualmente e professionalmente, ma sono stati ridotti a centri di ratifica formale delle delibere assunte dai dirigenti attraverso procedure assolutamente acritiche ed esautoranti, che umiliano la dignità e la sovranità dei Collegi. Questi sono ormai il luogo più alienante e passivizzante in cui si affrontano esclusivamente questioni finanziarie, ma senza la dovuta trasparenza informativa, senza fornire i dati relativi al budget di spesa. Insomma, i Collegi approvano senza neanche conoscere l’oggetto posto all’ordine del giorno, ossia fondi spesso cospicui stanziati a beneficio di una minoranza di colleghi coincidente con la cerchia del cosiddetto “staff dirigenziale”, tanto per usare un termine caro e inerente al gergo aziendalista.


Negli anni abbiamo sperimentato come l’avvento dell’autonomia scolastica e l’attuazione della riforma Moratti non hanno sortito  esiti positivi in termini di apertura delle scuole alle reali esigenze del territorio. La formulazione giuridica dell’autonomia non ha stimolato le scuole ad esercitare un ruolo di traino e di promozione culturale rispetto all’ambiente economico e sociale di appartenenza. In troppi casi le istituzioni scolastiche assumono posizioni subalterne ai poteri egemoni nei contesti locali, e mi riferisco anzitutto alle Pubbliche Amministrazioni, incapaci o restie a finanziare iniziative e progetti di arricchimento qualitativo dell’offerta formativa.


A ciò si aggiunga un imbarbarimento dei rapporti umani, per cui si assiste a conflittualità sempre più frequenti. Tale degenerazione è una conseguenza dell’”autonomia”, che non ha generato equità ed efficienza, ma ha creato solo irrazionalità e contrasti, assenza di certezze, violazione di norme e diritti, premiando atteggiamenti arroganti e furbeschi, esasperando le rivalità e gli egoismi più venali. In questo disegno restauratore e disgregatore sono palesi le responsabilità politiche dei precedenti governi che hanno avviato la demolizione della scuola pubblica e della democrazia partecipativa, per cui il governo in carica ha potuto infliggere il colpo letale al diritto costituzionale all’istruzione grazie alla controriforma varata dalla Gelmini. In tal modo il disorientamento, lo stato di caos e di sfacelo, di crisi delle regole democratiche e sindacali, si sono aggravati, acuendo le contraddizioni interne al mondo della scuola.


Lucio Garofalo

 

Polo di Orientamento Universitario & Corsi di Laurea Online

AetnaScuola è la guida indipendente per la scelta del percorso accademico e universitario telematico. Scopri l’elenco dei corsi di laurea riconosciuti dal MUR per proseguire gli studi dopo il diploma.

Vuoi laurearti online con supporto dedicato?

I nostri tutor ti guidano nella scelta del percorso ideale con riconoscimento crediti e tasse convenzionate.

Richiedi Orientamento Gratis ↗