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Iscritti. La secondaria perde colpi…guai per gli organici

📅 Pubblicato il 29 November 2010 • 🎓 Polo Didattico AetnaScuola
Archivio Storico AetnaScuola A cura di Silvana La Porta • Pubblicato originariamente su AetnaScuola.it
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Lunedì, 29 Novembre 2010
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Postato da Silvana La Porta   
Martedì 14 Settembre 2010 09:31

Scuola media: e gli iscritti continuano a calare. Al Sud Iscritti. La secondaria superiore perde colpi Primaria: stabilità di iscritti, ma il meridione in 10 anni ha perso 148mila scolari…(da Tuttoscuola)

Primaria: stabilità di iscritti, ma il meridione in 10 anni ha perso 148mila scolari
 

 

Finito l’effetto anticipi che ha consentito per un quinquennio di mantenere un numero più elevato di iscritti, la scuola primaria statale si trova attualmente ad una situazione complessiva di stabilizzazione della sua popolazione scolastica (circa 2.579.000 alunni). Si tratta di una stabilizzazione media nazionale che nasconde, però, anche qui tendenze e andamenti diversi nei territori.

Dal 2000 a tutto il 2009-10 la scuola primaria ha fatto registrare complessivamente una variazione in aumento di circa 20mila alunni, passando dai 2.559.000 ai 2.579.000 alunni.

Ma, come è avvenuto in altri settori scolastici, in quell’incremento medio complessivo bisogna distinguere fra aumenti e diminuzioni che, nel periodo considerato, hanno avuto andamenti diametralmente opposti in opposti territori.

Da una parte le regioni settentrionali e quelle centrali hanno avuto rispettivamente un aumento di 153mila e di 14mila unità (pari a 167mila alunni in più), mentre, dall’altra, le regioni del Sud e le Isole hanno avuto un rispettivo calo di 97mila e di 51mila alunni (quasi 148mila alunni in meno).

Una curiosità. Quei 148mila alunni “scomparsi” dalle aule meridionali corrispondono a tutti gli alunni delle scuole primarie della Toscana di oggi.

È come se Sud e Isole avessero ora l’equivalente di una Toscana in meno.

Al Nord l’Emilia Romagna ha avuto la percentuale di incremento del 23%; nelle aree meridionali Calabria e Basilicata hanno sfiorato invece il 17% di decremento.

In valori assoluti la Campania e la Sicilia, tra il 2000-01 e il 2009-10, hanno perso quasi 40 mila alunni; sul fronte opposto la Lombardia ha avuto un aumento di 50mila alunni e l’Emilia Romagna di oltre 33mila.

L’apparente situazione complessiva stabile del settore primario nasconde, dunque, ulteriori elementi di squilibrio territoriale per i settori scolastici successivi con possibili ripercussioni sulla politica degli organici del personale e sull’organizzazione dei servizi.

Scuola media: e gli iscritti continuano a calare. Al Sud

 

Nel nuovo anno scolastico che sta iniziando, la scuola media dovrebbe mantenere complessivamente il numero di iscritti dell’anno scorso, grazie all’aiutino delle prime annate di iscrizione anticipata alla scuola primaria introdotta dal 2004-05.

Fino a due anni fa il numero complessivo di iscritti era andato diminuendo progressivamente, ma nell’ultimo biennio si è registrata complessivamente una inversione di tendenza.

Si è trattato di una conferma di poche migliaia di unità, nonostante da anni si registri un decremento generalizzato di iscritti in tutte le regioni meridionali e insulari (l’anno scorso in quei territori vi furono complessivamente 4mila iscritti in meno).

Nel 2009-10, rispetto all’anno precedente, per quanto riguarda sempre il calo di iscritti nella scuola media nell’area meridionale, la Campania ha avuto circa 1.500 studenti in meno, la Calabria oltre 800 e la Sardegna circa 700.

Il problema di iscritti nella scuola media, come in quasi tutti i settori scolastici, è costituito proprio da questa tendenza opposta di decremento/incremento tra le aree del Paese.

Dal 2000 ad oggi nelle regioni del Sud e delle Isole il numero degli studenti iscritti nella scuola secondaria statale di I grado è diminuito di 109mila unità, una quantità pari all’intera popolazione scolastica attuale della scuola media di tutto il Piemonte.

Nel medesimo periodo, sempre nel settore della scuola media, si è registrato invece un aumento di 81mila unità nelle regioni settentrionali e di 14mila nelle regioni centrali. Si è trattato complessivamente di un aumento nell’ultimo decennio di circa 95mila alunni.

Nell’ultimo decennio tutte le scuole medie meridionali e insulari hanno perso iscritti, con l’incidenza massima nella Basilicata e in Calabria dove si è registrato dal 2000 al 2009 una flessione di iscritti superiore al 12%. È di tutta evidenza la conseguenza negativa che si avrà sugli iscritti degli istituti superiori in quei territori.

Per contro, tra il 2000 e il 2009, tutte le regioni settentrionali e centrali hanno registrato un aumento di iscritti nella scuola media, con l’Emilia Romagna che ha avuto il 22% complessivo di incremento nel decennio.

Nelle prime classi degli istituti di istruzione secondaria superiore statale circa 600mila studenti “provano” la riforma attesa da decenni. Accanto a loro, nelle classi intermedie funzionanti secondo i vecchi ordinamenti, vi saranno poco meno di 2 milioni di altri studenti.

Complessivamente gli istituti superiori avranno probabilmente meno studenti dello scorso anno, confermando la flessione di iscritti dell’ultimo biennio, dopo che per un decennio avevano fatto registrare un costante incremento di studenti.

Alla contrazione contribuisce anche l’offerta di percorsi sperimentali validi ai fini dell’assolvimento dell’obbligo scolastico. L’offerta per quanto non sia diffusa in tutte le Regioni in modo uniforme rappresenta mediamente il 6,5% del totale della popolazione in età compresa tra i 14 e 17 anni (Isfol 2009).

I primi segnali di decremento erano venuti dalle regioni meridionali e insulari nel 2006-07 (la Calabria era “in rosso” già dal 2003-04); segnali che in quei territori erano andati peggiorando, toccando l’anno scorso la diminuzione complessiva di circa 20.500 unità rispetto all’anno precedente.

Anche le regioni centrali, dopo tanti anni, l’anno scorso hanno fatto registrare una flessione di iscritti nelle superiori con 4.100 unità in meno (di cui 3.600 nel Lazio).

Hanno invece tenuto, per il momento, gli istituti superiori del Nord, anche se i primi segnali di cedimento si sono già visti in Piemonte, mentre Lombardia ed Emilia Romagna dovrebbero confermare il saldo attivo ripetuto negli ultimi anni.

A differenza degli altri settori scolastici, la presenza di studenti stranieri non si fa sentire più di tanto e, comunque, non compensa adeguatamente il calo di scolarizzazione dei ragazzi italiani.

L’onda di magra degli iscritti di scuola media e, più lontano, di scuola primaria sta interessando dal 2007-08 le prime classi delle superiori che nel 2009-10 sono scese sotto le 600mila unità di iscritti.

Nell’ultimo triennio in Campania, Puglia e Sicilia la flessione degli iscritti al primo anno di corso degli istituti superiori è stata mediamente di 1.500-2.000 all’anno.

Gli organici dei professori, soprattutto negli istituti delle aree meridionali, saranno tra breve interessati alla flessione di iscritti, con una situazione negativa che dovrebbe protrarsi per almeno un quinquennio.

 

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