| "Ricreazione": I soprannumerari non cambiano sede?! |
|
| Voci dalla scuola | |||
| Postato da Silvana La Porta | |||
| Giovedì 13 Maggio 2010 00:00 | |||
|
Oggi si fa un gran parlare di continuità didattica. Anzi per l’esattezza si parla continuamente della brutta “abitudine” dei docenti di andare ad insegnare al Nord con il vivo desiderio (naturale peraltro) di tornarsene al sud, a casa propria, al sole e al mare. Non a caso il ministro Gelmini, preso da feroce furia riformatrice, promette l’arrivo di nuovi vincoli: graduatorie regionali e obbligo di permanenza per due o più anni nella sede assegnata…(di Silvana La Porta, da Vivere, inserto de La Sicilia del 13 maggio 2010)
Oggi si fa un gran parlare di continuità didattica. Anzi per l’esattezza si parla continuamente della brutta “abitudine” dei docenti di andare ad insegnare al Nord con il vivo desiderio (naturale peraltro) di tornarsene al sud, a casa propria, al sole e al mare. Non a caso il ministro Gelmini, preso da feroce furia riformatrice, promette l’arrivo di nuovi vincoli: graduatorie regionali e obbligo di permanenza per due o più anni nella sede assegnata. Giusto, giusto. Questa girandola di docenti deve finire, sembriamo su una giostra che corre veloce veloce dove tutti cambiano continuamente posto. Già. Però il ministro Gelmini non ha pensato a una cosa, o meglio ci pensa, lo sa, ma usa un po’ in malafede due pesi e due misure. Se il professore chiede trasferimento volontariamente, lo blocca minacciosamente: ma se lo stesso prof diventa soprannumerario a causa dei tagli? Beh? Non cambia sede, non lascia le classi, non vive lo stress da ambientamento in una nuova realtà? La percentuale dei docenti che chiedono mobilità è, a dispetto delle chiacchiere, assai contenuta: dei prof di ruolo al 1° settembre 2009 si sono trasferiti, all’interno delle diverse province, 65.129 docenti, su un totale di circa 700.000. Quindi poco più del 9%. Di questi, però, non tutti si sono trasferiti per propria scelta: 20.649, infatti, sono stati trasferiti d’ufficio, o comunque perché perdenti posto!Che bello: quando il trasferimento è forzato a nessuno interessa la qualità della didattica, quando dalle brumose regioni del nord magari si vuole tornare a casa, apriti cielo! Guardiamo i numeri: è davvero esigua la quota di personale che volontariamente cambia sede (poco più di 19.000, cui vanno aggiunti i 5.454 che si sono trasferiti in una diversa provincia).Dei precari non parliamone. Ma quelli non c’entrano, essendo la mobilità perenne la loro amara condizione di vita. Sono 130mila e vagano ora qua ora là, peggio delle anime del Purgatorio.Fermiamolo davvero questo movimento, caro ministro, è una vera indecenza. Come? Semplice: assumiamo i precari, non creiamo più soprannumerari. Silvana La Porta (da Vivere, inserto de La Sicilia del 13 maggio 2010)
|
Polo di Orientamento Universitario & Corsi di Laurea Online
AetnaScuola è la guida indipendente per la scelta del percorso accademico e universitario telematico. Scopri l’elenco dei corsi di laurea riconosciuti dal MUR per proseguire gli studi dopo il diploma.










