[e perché Giannini non provvede, il ministro non è lei?!]
”Tutti gli studenti dovrebbero aver accesso alle materie umanistiche e il ruolo della danza, del teatro e della musica in quanto esperienze gioiose, accanto allo studio dell’economia e della logica, è di fondamentale importanza.
Giannini: serve una nuova scuola umanistica
di Pasquale Almirante – Lunedì, 02 Febbraio 2015

Nel corso del Premio Nonino 2015, svoltosi a Udine, e che ha visto tra i premiati la filosofa Martha C. Nussbaum, la ministra dell’istruzione, Stefania Giannini, è intervenuta sui temi della formazione e dello sviluppo dei cittadini del domani
La notizia la riporta Il Messaggero Veneto che illustra l’intervento della ministra Giannini, giunta appena da Roma, subito ripiegato sull’elezione del nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Sono certa che Mattarella, grande costituzionalista e giurista raffinato, dedicherà molta attenzione al nostro settore, quello della cultura”.
E poi, dopo avere sottolineato la differenza tra i modelli angloamericano ed europeo dell’educazione scolastica, basato il primo più sulle capacità (skill based) e il secondo sulle conoscenze (knowledge based), Giannini ha confermato la validità del sistema scolastico italiano basato su tre caratteristiche: “La prima è la convinzione che il sapere è unico (stesso peso di scientifico e umanistico); la seconda è il partire da una formazione teorica per arrivare all’applicazione pratica; la terza è un sapere che parte da una formazione generalista per arrivare sul sapere specialistico. Questo modello è valido e non si deve cambiare, semmai va integrato con gli stimoli che abbiamo raccolto in questi mesi fin dalla più tenera età: l’educazione alla lingua straniera e l’educazione alla cittadinanza.”
D’accordo, scrive Il Messaggero Veneto, la Nussbaum: ”Tutti gli studenti dovrebbero aver accesso alle materie umanistiche e il ruolo della danza, del teatro e della musica in quanto esperienze gioiose, accanto allo studio dell’economia e della logica, è di fondamentale importanza. A Chicago lavoro con dei bambini che per l’80% provengono da famiglie sotto la soglia di povertà e cantano insieme in un coro. L’esperienza di condividere il proprio fiato con gente così diversa è grande strumento per superare stereotipi ignoranti e differenze di ceto sociale. Rimane ancora troppa paura nel mondo per ciò che è diverso e straniero, ma dobbiamo superarlo. A esempio quella grande fucina creativa che è Hollywood è riuscita a superare gli stereotipi sui gay, ma purtroppo non ancora quelli razziali”.
http://www.tecnicadellascuola.it/item/9112-giannini-serve-una-nuova-scuola-umanistica.html
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Giannini e Nussbaum: serve una nuova scuola umanistica
Il ministro dell’Istruzione ieri sera in castello a Udine all’incontro con la filosofa L’americana preme per incentivare musica e creatività: vale quanto l’economia
di Melania Lunazzi – 1 febbraio 2015
UDINE. Grande partecipazione pubblica ieri sera, nel salone del Parlamento del Castello, ai Dialoghi conclusivi del Premio Nonino 2015. E anche grande presenza istituzionale sia sul palco sia in sala. La conversazione, condotta dal giornalista Armando Massarenti, ha fatto perno attorno a un tema centrale e fondamentale per la formazione e lo sviluppo dei cittadini del domani, ovvero il tema della scuola e dell’educazione. «Un tema dedicato al miglioramento della società», è stato detto. Vi hanno preso parte due dei quattro premiati 2015, la filosofa Martha C. Nussbaum e il poeta Yves Bonnefoy, il neuroscienziato portoghese Antonio R. Damasio e, appena giunta da Roma dopo l’elezione del nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’onorevole Stefania Giannini, Ministro dell’Istruzione, Università e ricerca. «Sono certa – ha commentato la Giannini stimolata sulla neo elezione – che Mattarella, grande costituzionalista e giurista raffinato, dedicherà molta attenzione al nostro settore, quello della cultura». Ma quali sono i sistemi educativi e le materie che possono portare a un miglioramento della vita dell’uomo, della democrazia, della convivenza reciproca e, non ultimo, della creazione di un lavoro dignitoso per tutti? La Nussbaum, che di buona scuola se ne intende, ha sottolineato l’importanza delle materie umanistiche, artistiche e creative per uno sviluppo corretto ed equilibrato della persona e in particolare il ruolo della musica, supportata dalle considerazioni scientifiche e neurologiche di Damasio e anche dal richiamo di Bonnefoy all’utile insegnamento della poesia. «Tutti gli studenti – ha detto la Nussbaum – dovrebbero aver accesso alle materie umanistiche e il ruolo della danza, del teatro e della musica in quanto esperienze gioiose, accanto allo studio dell’economia e della logica, è di fondamentale importanza. A Chicago lavoro con dei bambini che per l’80% provengono da famiglie sotto la soglia di povertà e cantano insieme in un coro. L’esperienza di condividere il proprio fiato con gente cosí diversa è grande strumento per superare stereotipi ignoranti e differenze di ceto sociale. Rimane ancora troppa paura nel mondo per ciò che è diverso e straniero, ma dobbiamo superarlo. A esempio quella grande fucina creativa che è Hollywood è riuscita a superare gli stereotipi sui gay, ma purtroppo non ancora quelli razziali».
La chiosa all’articolato dialogo, che ha regalato spunti molto profondi di riflessione per riconsiderare lo sviluppo della persona nel suo complesso in relazione all’educazione ricevuta, ma in ultima analisi anche quello dell’economia di un paese, è stata affidata al ministro Giannini, che dopo avere sottolineato la differenza tra i modelli angloamericano ed europeo dell’educazione scolastica, basato il primo piú sulle capacità (skill based) e il secondo sulle conoscenze (knowledge based), ha confermato la validità del sistema scolastico italiano basato su tre caratteristiche: «La prima è la convinzione che il sapere è unico (stesso peso di scientifico e umanistico); la seconda è il partire da una formazione teorica per arrivare all’applicazione pratica; la terza è un sapere che parte da una formazione generalista per arrivare sul sapere specialistico. Questo modello è valido e non si deve cambiare, semmai va integrato con gli stimoli che abbiamo raccolto in questi mesi fin dalla più tenera età: l’educazione alla lingua straniera e l’educazione alla cittadinanza».
Melania Lunazzi
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