I sindacalisti esonerati nella scuola dall’insegnamento o dalle mansioni ATA, devono essere a totale carico dei bilanci delle organizzazioni sindacali di appartenenza e non pagati da noi contribuenti, i sindacalisti in esonero o in semiesonero li paghino gli iscritti al sindacato. Fin quando i sindacalisti del pubblico impiego e quelli della scuola saranno a carico dell’amministrazione di appartenenza noi non ci sentiamo né garantiti e nè tutelati, si parla di costi della politica, ma dei costi dei sindacalisti nel pubblico impiego nessuno parla mai; inoltre nella scuola lo Stato paga due volte, sia il docente o l’ATA sindacalista in esonero o semiesonero sia il supplente.
Una vergogna, uno spreco di pubblico denaro, una stortura che dovrebbe essere finalmente sanata, sindacalisti che dopo l’anno di prova, restano in esonero per 25, 30 o quarant’anni. Vogliamo far finta di niente, lo vogliamo ancora ignorare? La riduzione degli esoneri al 50% non basta, noi crediamo che sia giunto il momento che i sindacalisti nel pubblico impiego e nella scuola, se in esonero, siano pagati non dallo Stato ( che li libera dal servizio) ma dal sindacato, dove in effetti essi prestano effettivo servizio, come accade nel settore privato, come accade negli altri paesi, come accade nell’amministrazione scolastica per i comandati presso enti, associazioni ed università. Chiediamo al presidente del Consiglio Renzi, al Ministro Madia al governo , al Parlamento, ai partiti, di dare un segnale forte e chiaro, in sede di conversione in Legge del DL sul pubblico impiego.
Libero Tassella