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| Concorso Ds Sicilia: tutto tace, ma si avvicina il disgelo… |
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| Il caso | |
| Postato da Silvana La Porta | |
| Martedì 06 Aprile 2010 00:00 | |
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E così è giunta la primavera. E tutto tace. La scuola siciliana è immersa in un terremoto subdolo, sotterraneo, di cui nemmeno ti accorgi, ma c’è. La questione del concorso Ds è ancora sul tavolo. Tutti si chiedono come finirà. Perché i tempi ormai sono stretti. Siamo già ad aprile, l’anno scolastico volge alla fine e le soluzioni possibili più il tempo passa e meno sono attuabili…di Silvana La Porta
Si ripeterà il concorso per tutti? Impossibile. Tra prove scritte e orali, anche ammettendo che i presidi vincitori non ripetano il corso di formazione, andrebbe via un anno. Anche perché non si potranno più correggere 90 compiti in sole 4 ore, stavolta la correzione sarà attenta e puntuale, più lunga e meditata. Si correggeranno i vecchi scritti, reimbustando i vecchi compiti del famigerato concorso? Anche questa sembra una soluzione poco praticabile. Qualche collega, ironicamente, ha detto che solo se verranno reimbustati in persona dal presidente Napolitano accetterà questa soluzione. Ve lo figurate il presidente della Repubblica che ricolloca in modo certosino gli elaborati nelle buste, abbinando a ciascuno il giusto nome? Compiti già corretti affidati a una nuova commissione che dovrebbe censurare e criticare l’operato della precedente. Soluzione improbabile e ai limiti della praticabilità. Si tenterà una soluzione morbida, soft soft, che rimetta in gioco tutti, vincitori, ricorrenti, partecipanti e chi più ne ha ne metta? Niente scritti, un orale veloce, un corso di formazione per chi non l’ha già fatto e via, tanto presidenze ce ne sono e via, via, con i pensionamenti ce ne saranno sempre di più, fino ad arrivare a circa 1000. Anche questa sembra una soluzione possibile. Nel frattempo i vari gruppi si riuniscono, discutono, elaborano; qualcun altro, alla maniera del buon Dante Alighieri, fa parte per sé stesso e esce dal gruppo, cercando pace e tranquillità in una serena pensione. Perché la scuola siciliana non è serena. Tra denunce improvvisate e immotivate rivolte alle pesone sbagliate, posti momentaneamente congelati, aventi diritto che li chiedono liberi e destinati a trasferimento e tentativi di soluzione politica, lo spettacolo non è dei migliori, non edifica e non migliora le coscienze. Siamo ad aprile. E’ il tempo del disgelo. I ghiacci si sciolgono, lo Zefiro soffia leggero. E tutti aspettano la parola fine a una brutta storia senza vincitori e piena zeppa di vinti. Stop. Silvana La Porta
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