Aumento ore di lezione: a rischio il giorno libero?
… E VA BENE COSI’ … Di questi giorni l’ennesimo scempio perpetrato nei confronti della scuola e dei suoi operatori…
Non dimentichiamoci però che il processo di dissoluzione della scuola ha radici profonde che si fondano sull’azione scriteriata di quella sinistra becera e meschina che ha espresso, in un passato non molto lontano, quale ministro della Pubblica Istruzione l’On. Luigi Berlinguer.
I professoroni che oggi hanno la pretesa di salvare l’Italia stanno cercando di fare quello che era nella mente della sinistra e soprattutto nella visione Berlinguerina che, tuttavia, andava bel oltre. Infatti, la riforma Berliguer prevedeva anche la riduzione degli anni delle superiori da cinque a quattro con un’ulteriore perdita secca di migliaia di ore di lezione e di cattedre.
I professoroni lautamente stipendiati come docenti universitari, non pensano minimamente di intervenire sui loro di stipendi. Infatti, se si fa attenzione e si guarda la produttività media di un docente universitario che guadagna da due a tre volte quello che guadagna un docente di scuola superiore c’è di che restare inorriditi.
Basta guardare il calendario delle lezioni in qualsiasi ateneo per rendersi conto di quanto poco tempo viene dedicato all’insegnamento. In media, infatti, questi professoroni fanno, si e no, una cinquantina di ore di lezione nel corso di un anno che, a volte, causa altri innumerevoli impegni, vengono affidate agli assistenti, sempre servizievoli e disponibili con i Prof. L’impegno didattico dei professoroni universitari che comprende si e no da 3 a quattro sessioni di esame, si esaurisce e si perde nei meandri dei lunghi corridoi delle università.
I docenti delle superiori le ore di lezione dei docenti universitari le fanno in poco più di due settimane, ma percepiscono molto di meno. Hanno il compito di rapportarsi con una quantità sterminata di impegni exra didattici, senza considerare le ore dedicate alla elaborazione di questionari, correzione dei compiti ed all’aggiornamento che è fatto a proprie spese.
Nessuno pensa di ridurre lo stipendio ai docenti universitari che, certamente, sono in un numero inferiore a quello dei docenti delle superiori, ma non si comprende perché a pagare debba esser sempre la parte più debole e tartassata. Sarebbe certamente equo pensare di intervenire anche su questa particolare casta.
Perché non aumentate le ore di lezione ai docenti universitari o se si preferisce perché non rapportate il loro stipendio all’impegno richiesto!
Qualcuno direbbe :” ma noi facciamo ricerca!”.
Bene, paghiamo la ricerca a chi effettivamente la fa!
Ovviamente il corpo docenti non ha alcuna voce in capitolo grazie anche all’incapacità delle organizzazioni sindacali di categoria che hanno privato di tutte le armi di protesta i poveri docenti che non possono fare altro che subire l’ennesima scelleratezza che, badate, non è imputabile al Governo Monti, ma solo ed esclusivamente ai politici, ai partiti compresa la sinistra, che sostengono tale Governo.
Pensano che gli italiani siano stupidi e forse hanno ragione, altrimenti, se così non fosse certa gente non avrebbe mai potuto governare per tanti anni.
Abbiamo fatto delle proiezioni di orario sulla base di un impegno di 24 ore e ci siamo resi conto che sarà compromesso anche il giorno libero. Un altro diritto che ancora una volta viene calpestato.
Non dimentichiamoci delle ferie che dovranno essere fruite durante le vacanze di Natale e Pasqua.
… E per ora va bene così.
Giuseppe D’Urso
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